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Analisi Trimestrale del Sistema Energetico Italiano - Anno 2025

Cartina dell'Italia con la rete energetica

SINTESI DEI CONTENUTI

Nel 2025 il sistema energetico europeo resta sostanzialmente fermo: i consumi sono stagnanti da tre anni (energia primaria ~1.210 Mtoe), nonostante una ripresa del PIL (+1,6%), frenati da prezzi ancora elevati (gas +70% vs pre-crisi) e dalla crisi dell’industria energivora (-3%).

Il percorso verso i target 2030 è di fatto bloccato: il gap rispetto agli obiettivi EED resta ampio (−21,8% sull’energia primaria; ~+18% sui consumi finali rispetto al target), e richiederebbe ora una riduzione annua dei consumi senza precedenti (≈−4% primaria, −3,2% finale).

Anche la decarbonizzazione procede troppo lentamente: le rinnovabili crescono ma restano sotto traiettoria (quota <26% vs 28,5% atteso), mentre le emissioni calano appena (−1% nel 2025) e richiederebbero ora riduzioni superiori al 7% annuo (vs ~2% medio dal 2019).

In questo contesto fragile, la crisi in Medio Oriente introduce un rischio sistemico: un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz (oltre il 20% del petrolio mondiale) potrebbe generare uno shock energetico di portata storica, finora attenuato solo da condizioni di eccesso di offerta.

L’Italia risulta particolarmente esposta: già nel breve periodo si registrano extracosti energetici superiori a 1 miliardo di euro al mese (marzo), mentre i margini di riduzione della domanda appaiono limitati (consumi gas già −15% vs media 2017- 2022).

Nel complesso, il 2025 evidenzia un sistema energetico europeo in transizione incompiuta, con domanda stagnante, ritardi strutturali e crescente vulnerabilità agli shock geopolitici.

Nel 2025 il sistema energetico italiano mostra una dinamica debole e disallineata: i consumi calano solo marginalmente (−0,8% primaria, −0,2% finale), senza segnali di accelerazione verso gli obiettivi 2030.

Le rinnovabili crescono ma restano in ritardo significativo (≈20% dei consumi finali vs 25% previsto; ~23 Mtep vs 29 Mtep PNIEC), mentre il mix resta sbilanciato: aumentano il gas (+2%) e, rispetto alle attese, anche il petrolio (+20% rispetto allo scenario PNIEC). I

l quadro emissivo è particolarmente critico: le emissioni sono stazionarie, rendendo necessario un taglio annuo del 6–7% fino al 2030 (raggiunto solo in pochi anni eccezionali negli ultimi decenni).

Nel complesso, la transizione risulta già fuori traiettoria rispetto alla traiettoria delineata meno di due anni fa nel PNIEC: ritardi diffusi nelle rinnovabili (anche nei trasporti: 10% vs 15% target) e stagnazione dell’elettrificazione dei consumi. L’indice ENEA ISPRED segna un nuovo minimo storico (−30% su base annua).

Sul fronte competitivo, persistono forti criticità: il prezzo dell’elettricità resta tra i più alti in Europa (116 €/MWh vs 90 in Germania, 65 in Spagna), mentre l’industria energivora continua a contrarsi (−10% rispetto alla manifattura). Il miglioramento del saldo commerciale low-carbon (deficit ridotto a <4 miliardi, da >5) è parziale e fragile: trainato dai PHEV, non compensa il forte disavanzo nei BEV (>2,3 miliardi) e nel fotovoltaico (~1 miliardo).

Nel complesso, il 2025 conferma per l’Italia una traiettoria di transizione lenta, squilibrata e vulnerabile, con ritardi strutturali nella decarbonizzazione e crescente perdita di competitività energetica.

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