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Analisi Trimestrale del Sistema Energetico. UE e Italia - I semestre 2026

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SINTESI DEI CONTENUTI
Il primo semestre 2026 è stato segnato dalla nuova crisi energetica internazionale legata al conflitto in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, con effetti rilevanti sui mercati petroliferi e del gas, ma inferiori alle attese grazie al ricorso alle scorte, alla capacità di sostituzione dell’offerta e al rallentamento della domanda globale, in particolare cinese.
Il sistema energetico europeo ha mostrato una buona resilienza, ma anche fragilità, tra cui le tensioni sui mercati dei prodotti petroliferi raffinati, la necessità di maggiore ricorso al gas per l’elettrificazione, le difficoltà di riempimento degli stoccaggi, la crescita dell’overgeneration sui mercati elettrici. Sul fronte dei prezzi, il petrolio è cresciuto del 27% nel semestre (+50% tra marzo e giugno), il gas naturale del 3% (+27% tra marzo e giugno), mentre i prezzi dell'elettricità sono tornati a salire in tutti i principali mercati europei nel secondo trimestre.
Nell'UE27 la domanda complessiva di energia è diminuita di oltre l'1%, principalmente per effetto del calo dei consumi di prodotti petroliferi (-4%), concentrato nei mesi successivi all'impennata dei prezzi, a indicare una domanda che diviene elastica oltre una soglia di prezzo (tra marzo e maggio il prezzo medio del gasolio nell’UE si è collocato poco al di sotto dei 2 €/litro).
Al contrario, la domanda di gas naturale è aumentata di oltre l'1%, sostenuta dalla forte crescita della domanda elettrica (+2,5% nei primi quattro mesi dell'anno), la più elevata dell'ultimo decennio al netto del rimbalzo post-pandemico. La crescita di fotovoltaico (+8%) ed eolico (+12%) non è stata sufficiente a coprire integralmente l'incremento dei consumi elettrici. La combinazione di domanda elettrica elevata e maggior utilizzo degli impianti a gas ha rallentato il riempimento degli stoccaggi europei (che è anche più costoso dell’anno passato). Parallelamente, l'espansione delle rinnovabili ha determinato un forte aumento delle ore a prezzi nulli o negativi sui mercati elettrici, evidenziando la crescente necessità di accumuli e risorse di flessibilità.
Nel complesso, i primi sei mesi dell'anno mostrano una notevole tenuta della domanda di elettricità e gas nonostante prezzi ancora elevati, confermando il progressivo processo di elettrificazione dell'economia europea. Al tempo stesso, l'aumento dei costi energetici continua a rappresentare un fattore di pressione per il sistema economico: la produzione industriale europea ha proseguito la fase di debolezza e, nel caso italiano, il costo delle importazioni nette di energia nei mesi più acuti della crisi è risultato superiore di oltre 3 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. L'Italia ha evidenziato dinamiche nel complesso analoghe a quelle osservate nell'UE.
I consumi di energia primaria sono diminuiti di circa l'1,5%, mentre la domanda di elettricità è aumentata del 2,5%, segnando il maggiore incremento semestrale degli ultimi dieci anni. Tale crescita è stata sostenuta sia dall'espansione di fotovoltaico ed eolico sia da un maggiore ricorso alla generazione termoelettrica a gas (+4,4%). Ne è derivato anche un forte aumento delle ore con prezzi nulli sul mercato all'ingrosso (88 contro 20 nel primo semestre 2025).
Sul fronte ambientale, le emissioni di CO₂ da usi energetici sono stimate in diminuzione di circa il 3% nell'UE e del 2% in Italia. La riduzione si è concentrata soprattutto nei mesi successivi all'esplosione della crisi energetica, ma resta insufficiente rispetto agli obiettivi climatici: a metà 2026 il raggiungimento dei target europei al 2030 richiede una contrazione delle emissioni superiore al 7% annuo nei prossimi anni.